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CONCORSO CARTAPESTA
CONCORSO “CARTAPESTA”
Un’alunna della classe 4^ B del plesso di Scuola Primaria di via Damiano Chiesa vince il concorso “Disegna il tuo Carnevale”.
Quest’anno, insieme ai miei compagni, ho partecipato al concorso “Disegna il tuo Carnevale” indetto dall’Associazione Cartapesta.
Quando la mia insegnante mi ha comunicato che ero proprio io la vincitrice, ero al settimo cielo per la gioia! Insieme a tutta la classe,nella giornata di sabato 27 febbraio 2010, ci siamo recati al Teatro Concordia per la cerimonia di premiazione. Quando hanno annunciato il mio nome, ancora non ci credevo: pensavo che fosse solo un sogno, invece era tutto vero! Quando sono salita sul palco ero così emozionata che non sono riuscita a rispondere alle domande!
Mentre i miei genitori mi scattavano delle fotografie, i miei amici urlavano il mio nome e facevano il tifo per me! Mi hanno consegnato un assegno di cento euro e due maschere di cartapesta fatte a mano.
E’ stata veramente una giornata memorabile!
PATRIZIA S.
CONCORSO SENTINA
CONCORSO “SENTINA”
Premiati due alunni della classe 4^ B del plesso Damiano Chiesa, un’alunna del Plesso”Spalvieri” e le classi 4^ del plesso Alfortville-
Martedì, 15 Dicembre 2009, presso l’Auditorium comunale di San Benedetto del Tronto si è svolta la cerimonia di premiazione del Concorso “Paesaggio di Acque e Sabbia” indetto dalla Riserva Naturale Sentina. Il concorso era diviso in tre sezioni: testi, disegni e lavori di gruppo. I premi in palio erano veramente belli: fotocamere digitali, binocoli, borse di juta, zainetti, album da colorare, volumi didattici e tanto altro.
Nella sezione testi si sono aggiudicati gli ambiti premi Nicolò T. e Giorgia V. della classe 4^ B del plesso Damiano Chiesa. Nella sezioni disegni è risultata vincitrice Beatrice F. della classe 4^ C della scuola “Gaetano Spalvieri”.
Le classi 4^ del plesso Alfortville hanno vinto materiale didattico di vario genere nella sezione lavori di gruppo.
ADOTTA UNA TARTARUGA
Le classi 4^ A e 4^ B della Scuola Primaria "Gaetano Spalvieri" hanno aderito al progetto "Adotta una tartaruga". Ecco le osservazioni degli alunni:
CLASSE 4^ A
Anastasia
Esse sono quasi in estinzione; quindi devono essere protette; ho saputo dagli esperti che il presidente della Repubblica ha adottato una tartaruga di quelle trovate "spiaggiate", cioè rimaste sulla spiaggia, perché malate o ferite.
Luca
Pochi giorni fa ci siamo recati alla Capitaneria di Porto della nostra città; c'erano anche altre scolaresche. Finalmente, dopo tanti rinvii, era arrivato il giorno tanto atteso: avremmo visto la rimessa in mare di ben undici tartarughe "Caretta caretta", curate dalla Fondazione Cetacei di Riccione!
Arianna
Erano tutte dello stesso colore e stavano immobili come se dormissero, ma forse bloccate dalla paura. Sembravano dei peluche, invece avevano un carapace duro e marrone.
Lucrezia
Una studiosa ci ha spiegato tante cose sulle tartarughe: come e dove nascono, come sono fatte, cosa mangiano, come vivono, dove vivono.. La cosa che mi ha colpito di più è come si comporta la tartaruga-mamma.
Leonardo
Le più piccole avevano delle spine sul carapace e il muso appuntito, gli occhi piccoli e neri come bottoncini, non avevano denti, ma un becco molto robusto che sembrava un gancio.
Jacopo
Questi piccoli animali erano veramente carini: muovevano le zampe come delle rane ed i loro gusci sembravano gli scudi dei cavalieri antichi.
Beatrice
Abbiamo visto che le tartarughe erano state messe dentro a delle vaschette e così ci siamo potuti avvicinare per osservarle. La più grande si chiamava Orange e, vederla così da vicino, mi ha fatto molta impressione perché era la più massiccia.
Daniela
Pochi giorni fa ci siamo recati alla Capitaneria di Porto della nostra città, dove ci aspettavano gli studiosi delle tartarughe marine. Abbiamo constatato che c'erano undici tartarughe, di varia grandezza, del tipo "caretta caretta".
Alice
C'erano gli esperti della riserva naturale Sentina, i quali ci hanno spiegato che, a fine settembre, hanno trovato in mezzo alla immondizia, accumulata alla foce del fiume Tronto, una piccola tartaruga marina che era ferita ad una zampa. Con grande attenzione ed amore hanno curato le sue ferite.
Lorenzo
Pochi giorni fa ci siamo recati alla Capitaneria di Porto della nostra città; c'erano con noi altre classi di San Benedetto. Appena arrivati, un'esperta ha portato una bacinella con una delle undici tartarughe da rimettere in mare.
Dorian
Nelle vaschette alcune si muovevano e altre no. Quella della Sentina era piccola, con il guscio duro duro: solo lei si muoveva velocemente!
Simone
Le tartarughe erano state messe in vaschette colorate su cui era attaccato il loro nome. Mi sembravano pacchetti - regalo! I loro gusci sembravano ciotole per la frutta, si muovevano in continuazione: forse volevano uscire per correre in mare.
Sofia
... Si trovavano nelle vaschette, ognuna per conto proprio; stavano immobili, quando le guardavamo. Quella che l'esperta ci ha fatto vedere sulla sua mano, si agitava tanto, si muoveva come se stesse nuotando nell'aria!
Martina
... Ce ne erano undici: dieci piccole e una grande. Tutte avevano alcune spinette sul guscio che permettono loro di difendersi.
Avevano anche qualche spinetta sul collo e nella gola, per riuscire a mangiare cose dure e scivolose. Le tartarughe piccole sembravano dei batuffoli sulla mano dell'esperta. Erano di colore verde scuro: pareva che avessero assunto la colorazione del mare in burrasca!
Cristina
Erano tutte carine! Le piccole tartarughe sembravano formiche appena nate; quelle grandi, invece, sembravano uova giganti. Tutte avevano un comportamento diverso; quella che la professionista teneva in mano era agitatissima, invece le altre che stavano nelle vasche erano calme. Mangiavano pesce e gamberetti. Erano immobili, invece in mare sono veloci!
Chiara
Le undici tartarughe erano stanche, messe in contenitori. La più grande si chiamava Orange; quella ritrovata alla Sentina, in mezzo a sacchetti ed all'immondizia, si chiamava Tartagnan; tutte avevano il guscio vede muschio e le zampe macchiate da puntini scuri.
CLASSE 4^ B
"... la dottoressa della Fondazione cetacea di Riccione ha tenuto una lezione in cui spiegava come e dove una tartaruga può partorire e che possono arrivare persino a novant'anni di età.
M.M.
... Anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha adottato una tartaruga che ha chiamato Martina.
L.T.
Il carapace è durissimo mentre il piastrone è morbido.
B.J.
... La tartaruga Caretta caretta quando è grande esce dall'acqua e scava una buca per metterci le uova e poi ritornano nel mare...
G.C.
Le tartarughe non si possono distinguere tra maschio e femmina, ma solo quando hanno 20 o 30 anni...
A.B.
Alla tartaruga Lucia non piaceva essere toccata e si muoveva in continuazione...
A.M.
Le tartarughe sono in via d'estinzione perché all'inizio, quando le uova si schiudono, hanno tanti pericoli per via dei granchi e degli uccelli che le mangiano...
A.M.
Esse avevano dei nomi: una si chiamava Cristina, una Orange, una Lucia, una Tartagnan...
G.B.
... Ha spiegato che nella gola le tartarughe hanno delle spine che servono a ingoiare le cose viscide.
M.C.
... Scavano una buca per deporre le uova e quelle che stanno sopra sono femmine mentre quelle che sono in profondità sono maschi.
C.M.
... Vengono ricoperte di balani, cioè parassiti bianchi che mangiano i resti del cibo delle tartarughe.
M.B.
Sono in via di estinzione perché vengono catturate dai pescatori o muoiono a causa dell'inquinamento.
L.R.
Le tartarughe possono stare in acqua circa 7-8 ore
T.S.
In seguito, la dottoressa aveva preso un carapace finto per farci vedere come dentro ci fosse la colonna vertebrale.
L.N.
Quando la vediamo non dobbiamo fare tanto rumore perché essa si spaventa e cerca di scappare.
C.A.



